Le rovine di Gedi

Le rovine di Gedi si trovano sulla strada che collega Malindi con Mombasa, quattro-cinque chilometri prima di Watamu.

Per raggiungerle puoi prendere un taxi da Malindi, trattando il prezzo ti costerà circa 600-1000 scellini andata e ritorno.

Ciò che vedrai a Gedi è ancora oggi un mistero irrisolto: dopo tante ricerche e diversi studi nessuno è in grado di affermare con certezza quello che è realmente successo al villaggio e ai suoi abitanti. Gedi non è menzionata in nessuna cronaca araba o portoghese di quel periodo.

La “città perduta” di Gedi era un insediamento arabo-swahili di più di 2500 abitanti, e gli oggetti ritrovati in seguito a numerosi scavi indicano il 13° secolo come data di fondazione della città. Il sito fu inspiegabilmente abbandonato due volte: intorno al 1500 e definitivamente nel corso del 1700, ma non ci sono segni di battaglie o pestilenze tali da presupporre una duplice ed improvvisa evacuazione.

Le supposizioni degli archeologi riguardo la caduta di Gedi sono però diverse: una sostiene che originariamente la città sorgeva sulle rive dell’Oceano Indiano, che una volta ritiratosi lasciò il villaggio all’asciutto e costrette i suoi abitanti ad andarsene.

Un’altra attribuisce alla tribù dei Galla la causa dell’evacuazione: i Galla erano un’etnia della Somalia e in quel periodo non erano nuovi ad irruzioni col fine del saccheggio. Altre teorie parlano addirittura di cannibali: nel corso del 16 secolo, infatti, una tribù della regione dello Zambesi (gli Zamba) portò il terrore su gran parte della costa del Kenya.

In seguito le rovine della città furono ricoperte dalla folta vegetazione e il sito rimase nascosto fino al 1920. Come spesso accade da queste parti nacquero numerose leggende e superstizioni sugli spiriti di Gede, fino a quando nel 1948 fu finalmente aperto al pubblico. Ma il mistero della sua storia non fu mai risolto.

Gedi: l'arcata vicino al Grande Palazzo

Il villaggio

L’area dove sorgeva il villaggio di Gedi è molto estesa e le rovine sono di diverse costruzioni. Durante gli scavi hanno preso il nome di quello che gli archeologi ci hanno trovato dentro o di quello che le contraddistingue.

C’è ad esempio la “Tomba datata” perché riporta una data, la “Casa della conchiglia”, la “Casa del vaso” perché dentro c’era un vaso e via di scorrendo.

Intorno a tutto il perimetro ci sono due cinta di mura nelle quali sorgono alcune costruzioni. Tutt’intorno la vegetazione è lussureggiante, piena di baobab e di scimmie che si lanciano da un ramo all’altro.

I palazzi

I palazzi sono costruiti in pietra di corallo con delle pitture sulle pareti, ma molte si sono deteriorate con gli anni. I più interessanti si trovano vicino al cancello di entrata, ma ce ne sono diversi anche verso l’interno.

Dietro la moschea c’è il “Grande Palazzo” in cui si accede da una porta ad arco. Ci sono un’anticamera e un salone, mentre dall’altro lato si vedono numerose camere più piccole e diverse stanze da bagno. Dietro un’ampia camera c’è anche una stanza senza porta, usata probabilmente per custodire oggetti di valore.

Nel cortile del Grande Palazzo c’è una tomba un po’ spettrale contornata da colonne di pietra e un’altra costruzione con degli appartamenti separati e dei giardini.

Le tombe

Entrando nelle rovine, sulla destra c’è la “tomba datata” che riporta il numero arabo 1399. Questa tomba ha permesso di tracciare una linea temporale per tutte le costruzioni del villaggio di Gedi.

Accanto c’è la “tomba dalla colonna scanalata”, chiamata così appunto per la sua colonna: stile tipico in tutta la costa dell’Africa australe.

Le case

La maggiorparte delle case sono raggruppate intorno al “Grande Palazzo” e alla vicina moschea: quelle rimaste sono 14. I bagni al loro interno sono particolarmente interessanti: gabinetto alla turca e una tinozza per lavarsi, mentre le più lussuose hanno addirittura il bidet e il lavandino.

Alcune di esse hanno un cortile con dei pozzi stretti e molto profondi, una ha addirittura un piccolo mausoleo privato nel giardino.

Il museo

Nel parcheggio vicino all’ingresso c’è un museo con i reperti trovati nel villaggio: porcellane, vasellame e utensili vari. Da qui puoi ingaggiare una guida per un percorso completo tra le rovine di Gedi o chiedere informazioni se intendi fare il tour da solo. Oltre a vari souvenir vendono anche mappe cartacee abbastanza dettagliate di tutta la zona.

Malindi
Malindi
Storia di Malindi
Clima
Il mare
Escursioni
> Parco Marino
> Mida Creek
> Hell's Kitchen
> Gedi
Hotel a Malindi
Bar
Ristoranti
Discoteche
Informazioni utili
Mappa di Malindi

© 2007 A Malindi.com informazioni e viaggi
Via Saffi 4 19100 La Spezia
P.O. Box 1173 Malindi, Kenya
Mappa del sito
Privacy

Questa E-mail non è cliccabile per evitare spam